2026-10-15
Cersaie 2026: nuove idee per i tuoi interni
Cersaie 2026: materia, colore e nuove idee per il progetto d’interni
Dal 21 al 25 settembre Bologna è tornata a essere il punto d’incontro internazionale per il mondo della ceramica, delle superfici e dell’arredobagno.
Cersaie 2026 ha confermato quanto il modo di progettare gli interni stia cambiando: la ceramica non è più soltanto un rivestimento, ma diventa sempre più un vero e proprio elemento architettonico. Materia, texture, colore, grandi formati e contaminazione tra superfici diverse sono stati alcuni dei temi più evidenti di questa edizione.
Anche il bagno si evolve: lavabi e sanitari assumono forme sempre più scultoree, mentre mobili, superfici e sistemi d’arredo contribuiscono a costruire ambienti coordinati e personalizzati.
Tra le numerose aziende presenti, abbiamo raccolto alcune delle novità che ci hanno colpito maggiormente, a partire dai brand che potete trovare nei nostri showroom.
Kronos: la materia torna protagonista

Per Kronos il racconto di Cersaie 2026 si è sviluppato intorno a Kore & More, un progetto che amplia la ricerca dell’azienda oltre il semplice concetto di piastrella.

La nuova collezione Kore recupera un carattere quasi artigianale e restituisce al gres una forte identità materica. Il formato brick 5×30 cm, sei tonalità e due differenti superfici permettono di creare composizioni dall'aspetto contemporaneo, mentre gli elementi decorativi smaltati lucidi aggiungono contrasti e riflessi.

La collezione è pensata per essere utilizzata sia indoor sia outdoor.

Una visione sempre più completa, nella quale pavimento, parete, arredo e superfici possono dialogare all'interno dello stesso progetto.
Ideagroup: il bagno come spazio da vivere

Per Ideagroup, Cersaie 2026 è stato l'occasione per presentare nuove soluzioni dedicate al bagno e all'area wellness, sviluppando ulteriormente il tema dell'equilibrio tra estetica e funzionalità.

Tra le novità spicca Tetris, il nuovo top in Corian® Glacier White disegnato da Riccardo Gava: linee geometriche pulite e un progetto pensato per organizzare in modo funzionale gli oggetti di uso quotidiano.
Anche Dolcevita e Via Condotti vengono reinterpretati in una proposta che continua a lavorare sul rapporto tra rigore formale e funzionalità.

Il risultato è un bagno che diventa uno spazio domestico progettato intorno alle esigenze, ai materiali e allo stile di chi lo vive.
Flaminia: quando il bagno diventa architettura

Uno degli aspetti più interessanti della proposta Ceramica Flaminia è proprio la capacità di trasformare elementi funzionali in veri oggetti d'arredo.

A Cersaie 2026 lo stand, progettato sotto la direzione artistica di Giulio Cappellini, ha portato a Bologna le atmosfere del Jardin Majorelle di Marrakech, creando un ambiente fatto di colore, vegetazione, acqua e architettura.

Tra le novità abbiamo trovato Hellas, disegnata da Jangir Maddadi. Il lavabo interpreta in chiave contemporanea elementi dell'architettura classica, archi, colonne e basamenti, trasformandoli in una superficie ceramica tridimensionale.

Interessante anche Royal, firmata da Giulio Cappellini: una nuova famiglia di lavabi e sanitari dalle proporzioni generose e dagli spessori importanti, ispirata all'architettura monumentale del primo Novecento. La collezione viene inoltre arricchita da due nuove tonalità lucide, Ossido e Melanzana.

Il colore, ancora una volta, non è un semplice dettaglio, ma diventa parte integrante del progetto.
Caesar: la ceramica come linguaggio della materia

Caesar ha scelto per Cersaie 2026 il concept “The Language of Material”, trasformando il gres porcellanato in un vero linguaggio progettuale.
Tra le novità presentate spicca Hold, ispirata alla pietra calcarea Limestone, caratterizzata da micro-venature, tracce fossili e inclusioni che ne rafforzano il realismo materico.
Rune, invece, interpreta la pietra attraverso incisioni e leggere tridimensionalità, creando una superficie tattile e contemporanea.
Completa la proposta Lore, che guarda al mondo del cotto reinterpretandolo con colori, texture e sistemi decorativi contemporanei.

Sono collezioni che raccontano bene una delle direzioni più interessanti viste a Cersaie: la ricerca non punta più semplicemente a imitare un materiale naturale, ma a ricrearne la percezione, la profondità e l'esperienza tattile.
Fondovalle: grandi superfici e ricerca materica

Il progetto di Fondovalle a Cersaie 2026 è stato raccontato attraverso il concept “Fondovalle Grand Hotel”, un ambiente pensato per mostrare come le superfici possano dialogare con architettura, arredi, tessuti e vegetazione.
Particolarmente interessante è la ricerca sulle grandi lastre MyTop, in gres porcellanato da 12 mm, pensate non solo per pavimenti e rivestimenti ma anche per top cucina, tavoli, banconi, mobili e complementi.

Una delle novità più significative è la tecnologia ALL-BODY, applicata alle grandi lastre 163×324 cm da 12 mm: il colore e le inclusioni minerali vengono portati anche all'interno della lastra, rendendo più profonda e realistica la percezione della materia.
È un'evoluzione importante perché permette alla superficie ceramica di diventare sempre più versatile e di entrare direttamente nella progettazione dell'arredo.
Due scoperte interessanti: Opificio Ceramico e Tonalite
Cersaie è anche l'occasione per guardare oltre i marchi che già conosciamo e scoprire realtà capaci di proporre linguaggi differenti.
Tra quelle che abbiamo trovato particolarmente interessanti ci sono Opificio Ceramico e Tonalite.
Non sono brand presenti nel nostro showroom, ma meritano sicuramente un approfondimento.
Opificio Ceramico: la ceramica incontra la ricerca

Opificio Ceramico propone un approccio alla superficie particolarmente sperimentale, nel quale ceramica, stucco e materia naturale dialogano tra loro.
Tra le proposte più interessanti c'è Repetit, progettata da Marco Spatti, che prende ispirazione dal mondo dei filati. Piccoli elementi ceramici creano, una volta posati, una superficie continua che ricorda visivamente e al tatto un tessuto. Anche lo stucco diventa parte integrante della composizione, contribuendo a definire il risultato finale.
Altrettanto interessante è Biolith, una materia a base di argilla naturale, sabbie selezionate e fibre vegetali, pensata come alternativa materica per le superfici e caratterizzata da elasticità e traspirabilità.
Un approccio che guarda alla ceramica non soltanto come prodotto, ma come materia da sperimentare.
Tonalite: colore, formato e creatività

Tonalite è un'altra realtà che ci ha colpito per la capacità di utilizzare la ceramica come strumento creativo.
Il brand, presente a Cersaie 2026 con il concept “Just Ceramic. No Effects.”, lavora da oltre cinquant'anni sulla combinazione di colori, formati e superfici, mantenendo una forte componente artigianale.
La sua proposta spazia da piccoli formati a geometrie particolari e collezioni caratterizzate da un'ampia ricerca cromatica. Il risultato sono superfici capaci di dare personalità anche a interventi molto semplici, attraverso il colore, il ritmo della posa e la combinazione di formati differenti.
Cersaie 2026: una materia sempre più progettuale
Se dovessimo riassumere ciò che abbiamo visto a Bologna in poche parole, parleremmo di materia, tattilità, colore e personalizzazione.
Il gres continua ad evolversi, con superfici sempre più realistiche e performanti, grandi lastre capaci di entrare nell'arredo e tecnologie che permettono di lavorare sulla materia in profondità.
Ma contemporaneamente cresce la voglia di recuperare formati piccoli, texture, colori e lavorazioni che restituiscono alla ceramica una dimensione più artigianale.
Anche il bagno cambia: lavabi e sanitari diventano elementi scultorei, il mobile dialoga con le superfici e porte e boiserie partecipano alla costruzione dell'ambiente.
È proprio questa contaminazione tra materiali, arredo e architettura la direzione che ci sembra più interessante emersa da Cersaie 2026.
Ti aspettiamo nei nostri showroom di Pambio Noranco e Sant'Antonino, per realizzare insieme il tuo progetto.